Empatia Emozionale

empatia007Il contagio emotivo è la prima forma di condivisione affettiva che i bambini manifestano già nelle prime ore di vita, nasce a partire dalla nostra prima relazione, quella con la madre, e con fatica, con molta fatica, si estende poi agli altri familiari e ai membri di altri gruppi. L’empatia nasce come un meccanismo di difesa della propria sopravvivenza e inizialmente non si tratta di un meccanismo universale di amore e comprensione, ma una ”difesa”.  Il contagio emotivo, poi, è una reazione di tipo automatico e involontario, per cui avviene un’imitazione istintiva da parte del bambino alle emozioni espresse dall’altro. Secondo gli studi di antropologia, il contagio emotivo è una risposta innata comune a numerose specie animali, che svolge un’importante azione adattiva: cogliere e rispondere in modo immediato a dei segnali di pericolo , attraverso i quali guidare il proprio comportamento nell’ambiente. Le origini dell’empatia vanno ricercate all’interno della nostra storia biologica, piu’ antica e primitiva, ma sempre e comunque ogni individuo è fedele per prima cosa non al gruppo ma a se stesso, poi nella fase successiva, il focus  si estende verso la comunita’, verso l’altro. Si entra, successivamente, nella condivisione, nel rapporto di comprensione e nel penetrare nello stato d’animo dell’altro . Empatia non è però sinonimo di distanza/vicinanza emotiva. Non significa “essere più buoni”. Si può essere empatici e allo stesso tempo mantenere la distanza. L’empatia è inoltre diversa dal contagio emotivo; è un processo che coinvolge l’esercizio della propria volontà. Non deve essere condizionata dall’emotività, altrimenti è simpatia ( condivisione e affinità). Nella fase successiva, la risposta empatica implica la capacità di mettersi nei panni dell’altro, per meglio comprendere la situazione che sta vivendo e la condivisione dell’emozione da egli sperimentata. È possibile quindi descrivere l’empatia come una sorta di “sentire come”. L’empatia è una capacità che non si può tecnicamente apprendere, è piuttosto la risultante della propria storia emozionale, della capacità di identificare ed esprimere le proprie emozioni riconoscendole come tali, tanto in sé stessi quanto negli altri. Chi ha una scarsa capacità in questo, come nei casi di alessitimia, ha difficoltà ad entrare in contatto sia con le proprie emozioni che con quelle altrui ed  ha scarsa empatia.

Paola Donnini

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